Rimborso rette RSA Alzheimer: sì alla restituzione totale

La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 5391/2026, interviene sul tema della rimborsabilità delle rette RSA sostenute dai familiari di pazienti affetti da Alzheimer in fase grave. Nel caso esaminato, la Corte ha ritenuto che le prestazioni erogate fossero inscindibilmente sanitarie e assistenziali, riconoscendo quindi l’integrale imputazione dei costi al Servizio sanitario e la restituzione delle somme versate dal familiare della paziente.

La vicenda riguardava una donna affetta da Alzheimer, con ulteriori patologie invalidanti e grave non autosufficienza, ricoverata in una RSA privata accreditata. Secondo la Corte, la degenza non costituiva una semplice prestazione assistenziale, ma un percorso terapeutico-assistenziale unitario, reso necessario dalle condizioni cliniche della paziente.

La decisione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale che attribuisce rilievo al piano terapeutico personalizzato e alla concreta inseparabilità tra assistenza e trattamento sanitario. Non è quindi sufficiente la diagnosi di Alzheimer: occorre dimostrare che le prestazioni assistenziali siano necessarie all’attuazione della cura. Nel caso specifico, la Corte ha riconosciuto il rimborso integrale di 100.352,96 euro, oltre agli interessi legali dalla messa in mora.

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