La Corte di Giustizia dell’Unione Europea interviene sul tema della tutela dei lavoratori che assistono familiari con disabilità, chiarendo che anche i caregiver possono essere protetti da forme di discriminazione indiretta nei luoghi di lavoro. Il caso riguarda una lavoratrice italiana che aveva chiesto un orario stabile per poter assistere il figlio gravemente disabile, senza ottenere un adeguamento strutturale delle proprie condizioni lavorative. Secondo i giudici europei, anche chi non è direttamente disabile ma presta assistenza continuativa a un familiare rientra nelle tutele previste dalla direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento. Questo significa che eventuali penalizzazioni legate all’organizzazione del lavoro, come turni o orari incompatibili con le esigenze di cura, possono configurare una discriminazione indiretta. La decisione richiama quindi l’obbligo per i datori di lavoro di adottare soluzioni ragionevoli e proporzionate per consentire la conciliazione tra attività professionale e assistenza familiare. Tra le misure possibili rientrano la rimodulazione dei turni o l’assegnazione di orari più stabili, sempre nel rispetto dell’organizzazione aziendale. La sentenza rafforza l’idea che la tutela della disabilità non riguardi solo il diretto interessato ma anche chi se ne prende cura quotidianamente.
Disabilità e lavoro: la Corte UE rafforza le tutele anche per i caregiver con figli disabili
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