La distruzione accidentale di un campione biologico destinato all’esame istologico è costata a una clinica privata una pesante sanzione del Garante Privacy. Dopo un intervento chirurgico per l’asportazione di una massa tumorale, una paziente non ha mai ricevuto il referto perché il tessuto prelevato era stato erroneamente smaltito tra i rifiuti sanitari prima dell’analisi.
Secondo la struttura, l’errore sarebbe nato da una comunicazione non corretta tra chirurgo e infermiere di sala, nonostante nel verbale operatorio fosse indicato l’invio del campione al laboratorio di anatomia patologica. La clinica ha poi avviato controlli e follow up sulla paziente, classificando l’accaduto come evento avverso.
Il Garante ha però ritenuto che il campione biologico costituisse a tutti gli effetti un dato sanitario particolarmente sensibile, protetto dal GDPR. La distruzione del tessuto prima dell’esame è stata quindi considerata una violazione degli obblighi di sicurezza e tutela dei dati personali.
Alla struttura sono state inflitte due sanzioni: 50 mila euro per l’errato smaltimento del campione e 20 mila euro per la mancata notifica tempestiva del data breach all’Autorità. Prevista anche la pubblicazione del provvedimento sul sito del Garante Privacy.






