La Legge di Bilancio 2026 segna la fine di Opzione Donna per le nuove richiedenti, ma resta valida la cristallizzazione dei diritti: chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 potrà comunque presentare domanda anche nel corso del 2026. Per le altre lavoratrici diventa necessario orientarsi verso le forme pensionistiche ordinarie o anticipate.
Tra le principali alternative emerge la pensione anticipata contributiva, pensata per le cosiddette “contributive pure”, che consente l’uscita a 64 anni con almeno 20 anni di versamenti, purché l’assegno raggiunga una soglia minima. In questo contesto continua a pesare positivamente il fattore maternità, che favorisce le lavoratrici madri nell’accesso al pensionamento.
Resta inoltre confermata l’APE Sociale, destinata alle categorie più fragili, mentre chi sceglie di rimanere al lavoro può beneficiare di incentivi economici in busta paga.






