A Roma una denuncia penale al giorno per i medici. La decisione della CTU è decisiva nel 98% dei casi.

Accertamenti tecnici preventivi (ATP) in aumento, verso il tramonto la mediazione.
Raffaele La Russa, Professore di Medicina Legale dell’Università La Sapienza di Roma: “Task Force C&P una risposta davvero completa ed affidabile per tutti i professionisti della Sanità”.

Più di una denuncia al giorno viene presentata soltanto alla Procura di Roma contro i sanitari. Iniziative che nel 70%-80% dei casi vengono archiviate perché risultano infondate, ma che in ogni caso provocano indagini, procedure di verifica e valutazioni aziendali che generano preoccupazioni ed ansie per i sanitari incriminati. I dati emergono nel corso del Convegno su “Rischio Clinico e Contenzioso” organizzato da La Sapienza Università di Roma in collaborazione con il gruppo Consulcesi. In oltre vent’anni, i contenziosi contro i medici e gli operatori sanitari sono aumentati, si stima addirittura di un 200% in più.

«Vi è una maggiore consapevolezza degli strumenti introdotti dalle nuove leggi, più agili, quindi la gente è più fiduciosa in una risposta rapida e aumenta l’accesso alla domanda di Giustizia» ha spiegato a margine del convegno il Giudice Dott. Alberto Cisterna, Presidente della XIII Sezione del Tribunale di Roma, specializzata proprio nel contenzioso sanitario. Medici sempre più nel mirino, quindi, che sono costretti ad affrontare lunghi e sfiancanti iter giudiziali sia in sede penale che civile, per non parlare dei rischi di venir chiamati a rispondere di presunti danni erariali davanti alla Corte di Conti e per illeciti disciplinari. Nella maggioranza dei casi – circa 7-8 su 10 – le denunce penali si risolvono con un nulla di fatto ma è inevitabile l’investimento di tempo e denaro, come anche il coinvolgimento personale per il medico.  Proprio per andare in soccorso ai sanitari che, tra mille difficoltà lavorative, si trovano a dover affrontare anche le conseguenze di una denuncia, una richiesta di risarcimento o un atto di citazione, è nata la Task Force legale e medico-legale di Consulcesi & Partners. Un servizio di consulenza completamente gratuito che risponde alla richiesta di aiuto del professionista sanitario fornendogli, con assoluta tempestività, una prima assistenza giuridica sul caso prospettato, nonché una prima valutazione tecnica (First Opinion) fornita da un medico legale esperto del settore, indirizzandolo verso le migliori cautele difensive da attivare nell’immediatezza del fatto. “La Task Force C&P vuole riunire le migliori professionalità in ambito di responsabilità legale, medico sanitaria ed assicurativa per poter dare ai medici e a tutti gli operatori sanitari, la migliore tutela penale, civile e amministrativa nei casi di malpractice. Uno dei punti di forza della Task Force sta nella nostra rete di legali e di professionisti universitari e di alto livello, capillarmente distribuita su tutto il territorio nazionale” dichiara il Dott. Raffaele La Russa, Professore di Medicina Legale La Sapienza di Roma.

Altro dato emerso al Convegno è che gli Accertamenti Tecnici Preventivi (ATP) sono in vertiginoso aumento: soltanto a Roma 1350 ricorsi dall’entrata in vigore della Legge Gelli entrata in vigore nel 2017, mentre l’istituto della mediazione sta mostrando il fianco, anche in ragione degli scarsi risultati finora raggiunti. Risultato della legge Gelli-Biancoche con l’obiettivo di proteggere i medici e garantire i pazienti, ha previsto anche l’obbligo di tentare una conciliazione stragiudiziale prima di andare davanti a un tribunale. Un intento corretto, ma non senza criticità applicative.  La legge, con l’articolo 15, ha introdotto l’obbligo per i giudici di nominare sempre un collegio peritale, composto perlomeno da due professionisti tra i quali sempre uno specialista in medicina legale ed uno specialista nella branca oggetto di disputa. In teoria, una misura che assicura qualità ed equità al contenzioso perché, da un lato, garantisce che l’operato del medico venga giudicato da un sanitario competente in materia e, dall’altro, che il giudice avrà la migliore disamina possibile da un punto di vista scientifico per assumere la decisione più giusta e corretta rispetto al caso concreto. Ma in pratica, questa prassi, virtuosamente spinta da tutti gli organi rappresentativi, è ancora lontana dall’obiettivo di una generalizzata applicazione su tutti gli Uffici Giudiziari del Paese. A Roma, il 98% delle sentenze aderiscono alle conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio, In altre parole, il giudice si attiene alle indicazioni fornitegli dal consulente tecnico d’ufficio (CTU). Quindi, non si può più prescindere da una difesa tecnica che coinvolga tutte le professionalità utili al raggiungimento dell’obiettivo di fornire al professionista sanitario la più completa difesa possibile. La Task Force di Consulcesi & Partners nasce proprio con lo scopo di fornire, attraverso il proprio network che vede coinvolte le migliori professionalità legali e medico-legali, un servizio tempestivo e completo per dare risposte concrete ed affidabili ai professionisti della Sanità.