Dimissioni medici: ferie arretrate monetizzate
Indennità di turno e ferie retribuite

Nei corridoi ospedalieri circolano spesso pareri legali errati riguardo alla monetizzazione delle ferie non godute dai dirigenti medici al momento delle dimissioni. Una recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma (n. 3489/26) ha però fatto chiarezza, accogliendo il ricorso di un medico che reclamava il pagamento di 68 giorni di ferie arretrate.

L’Azienda sanitaria si era opposta, sostenendo che la mancata fruizione dipendesse da una libera scelta del professionista. Tuttavia, il Giudice ha ribadito un principio fondamentale: l’onere della prova spetta al datore di lavoro. L’amministrazione deve dimostrare di aver invitato formalmente il dipendente a usufruire dei riposi, avvertendolo della possibile perdita dell’indennità.

In assenza di tale prova, il diritto al compenso sostitutivo rimane intatto, indipendentemente dall’autonomia organizzativa del dirigente. La sentenza, allineata alla giurisprudenza europea e della Cassazione 2025, ha condannato l’Azienda al pagamento di circa 18 mila euro, oltre alle spese legali.

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