Ferie non godute: dopo la Cassazione la Corte d’Appello condanna l’ospedale Cardarelli

La Corte d’Appello di Napoli, in sede di rinvio, ha condannato l’A.O.R.N. “A. Cardarelli” a pagare l’indennità sostitutiva per 66 giorni di ferie non godute a un ex dirigente sanitario. La decisione arriva dopo l’annullamento della precedente sentenza da parte della Corte di Cassazione (ordinanza n. 5496/2025), che aveva chiarito i principi applicabili nei casi di ferie maturate ma non fruite alla cessazione del rapporto di lavoro.

Secondo la Cassazione, anche per i dirigenti pubblici il diritto alla monetizzazione delle ferie non può essere escluso automaticamente. Spetta infatti al datore di lavoro dimostrare di aver invitato formalmente il dipendente a usufruire delle ferie e di aver organizzato il lavoro in modo da consentirne la fruizione.

Nel nuovo giudizio la Corte d’Appello ha rilevato che l’azienda sanitaria non ha fornito alcuna prova di aver adempiuto a questi obblighi organizzativi e informativi. La sentenza ribadisce inoltre che il ruolo dirigenziale del lavoratore è irrilevante ai fini del diritto all’indennità sostitutiva delle ferie non godute.

I giudici hanno anche confermato che la prescrizione è decennale, perché l’indennità ha natura sia retributiva sia risarcitoria e decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per questo motivo l’ospedale è stato condannato a pagare oltre 20 mila euro per le ferie non godute, più interessi legali e circa 10 mila euro di spese legali.

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