La corsa alla digitalizzazione della sanità italiana – tra Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, piattaforme di telemedicina e sistemi di gestione remota – ha portato enormi benefici. Ma anche nuovi rischi, spesso sottovalutati.
Nella Relazione 2024 del Garante per la protezione dei dati personali (Doc. web n. 10148845), presentata lo scorso 15 luglio, emerge in modo chiaro un messaggio: innovare sì, ma con responsabilità e regole. Un tema approfondito anche dall’Avv. Nadia Martini, Head of Data Protection, Cybersecurity & Innovation dello studio Rödl & Partner, in un contributo pubblicato su Quotidiano Sanità.
“Il FSE 2.0 rappresenta una delle sfide più rilevanti per la privacy in ambito sanitario”, scrive l’avv. Martini, richiamando i pareri ufficiali del Garante (tra cui il n. 445 del 29 marzo 2023) e sottolineando criticità operative ancora diffuse.
Non tutte le Regioni gestiscono il Fascicolo Sanitario nello stesso modo. Questo genera incertezza per i pazienti e rischi di trattamento non conforme, soprattutto nei casi di migrazione tra sistemi o utilizzo incrociato di dati.
Il Garante raccomanda sistemi che permettano un controllo granulare degli accessi al FSE, nonché la possibilità per l’interessato di oscurare singoli documenti o revocare consensi specifici. Ma queste funzioni non sono ancora standardizzate ovunque.
Molti progetti di telemedicina fanno affidamento su piattaforme terze che non sempre garantiscono i requisiti di sicurezza richiesti dal GDPR. La gestione dei dati sanitari in cloud o su strumenti non certificati può rappresentare un punto critico, anche per la responsabilità dei titolari.
Il messaggio della Relazione 2024 è chiaro: il progresso tecnologico non può prescindere da un’adeguata protezione dei dati. Questo significa progettare i sistemi digitali fin dall’origine secondo i principi di privacy by design e by default, e affiancare ogni innovazione a:
Con OKPrivacy, il servizio legale specializzato di Consulcesi & Partners, offriamo alle strutture sanitarie pubbliche e private un supporto completo:
dalla verifica di conformità delle piattaforme, all’impostazione corretta del FSE, fino alla gestione documentata del consenso e alla formazione del personale.
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