Importante pronuncia della Corte di Cassazione in materia di diritti dei lavoratori del comparto sanitario. Con l’ordinanza n. 17462, depositata il 2 giugno 2026, la Sezione Lavoro ha confermato il diritto al buono pasto per i dipendenti turnisti che svolgono prestazioni superiori alle sei ore e non possono accedere alla mensa aziendale per ragioni organizzative o di servizio.
Il principio affermato dai giudici di legittimità riguarda il rapporto tra presenza della mensa e diritto al buono pasto: non è sufficiente che il servizio mensa esista all’interno della struttura per escludere il beneficio economico, poiché ciò che rileva è la concreta possibilità per il lavoratore di fruirne durante lo svolgimento del turno.
La questione esaminata: infermiere ASL di Viterbo e mensa non accessibile
La vicenda trae origine da un infermiere in servizio presso un ospedale della ASL di Viterbo, che aveva richiesto il riconoscimento del buono pasto sostitutivo per i turni lavorativi superiori alle sei ore consecutive.
Nel caso concreto, il lavoratore non poteva utilizzare la mensa durante il turno serale, in quanto il servizio risultava chiuso, mentre negli altri turni la fruizione era di fatto incompatibile con le esigenze assistenziali e la continuità del servizio sanitario.
Sia il Tribunale di Roma sia la Corte d’Appello di Roma avevano già riconosciuto il diritto al rimborso delle spese sostenute per il pasto nel periodo compreso tra il 2016 e il 2021.
Il ricorso e la decisione della Cassazione
La ASL aveva proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il semplice superamento delle sei ore di lavoro non fosse sufficiente a determinare automaticamente il diritto al buono pasto.
La Suprema Corte ha però rigettato il ricorso, confermando un orientamento ormai consolidato: il buono pasto ha natura assistenziale ed è funzionale a garantire il recupero psicofisico del lavoratore durante l’attività lavorativa.
Secondo i giudici, non rileva l’orario convenzionalmente destinato al pranzo, ma la necessità che l’organizzazione del lavoro consenta una pausa effettiva per il recupero e la consumazione del pasto, in particolare quando l’attività lavorativa supera le sei ore continuative.
Mensa non fruibile: il criterio decisivo
Elemento centrale della decisione è la effettiva accessibilità della mensa aziendale. Quando il servizio non è utilizzabile per chiusura, per incompatibilità con i turni o per esigenze di servizio e non vengono previste soluzioni alternative, il lavoratore ha diritto al buono pasto sostitutivo.
Nel comparto sanitario, questo aspetto assume particolare rilievo, poiché l’organizzazione per turni e la gestione delle emergenze rendono spesso impossibile interrompere l’attività per accedere alla mensa.
La mensa non basta se non è fruibile, diritto al buono pasto oltre le 6 ore
Per concludere, con questa ordinanza, la Corte di Cassazione ribadisce un principio destinato ad avere un forte impatto nel settore sanitario: la semplice presenza della mensa aziendale non è sufficiente a escludere il diritto al buono pasto se, in concreto, il lavoratore non può accedervi durante il turno di lavoro. Questo accade, ad esempio, quando la mensa è chiusa, non raggiungibile o quando le esigenze di servizio impediscono di fermare il lavoro per usufruirne, come spesso avviene nei turni sanitari. In particolare, nei casi di prestazioni continuative superiori alle 6 ore, il diritto alla pausa pasto deve essere garantito anche attraverso il buono pasto sostitutivo.
Per gestire correttamente la complessità normativa legata ai diritti del personale sanitario, come nel caso del buono pasto e della fruibilità della mensa aziendale, i professionisti possono affidarsi a network legali specializzati come Consulcesi & Partners. La corretta interpretazione delle regole organizzative e contrattuali richiede infatti attenzione non solo agli aspetti formali, ma anche alla concreta applicazione nelle realtà operative dei turni sanitari.
In questo contesto, la gestione del rapporto tra servizio mensa, turnazioni e diritto al buono pasto può incidere direttamente sulla tutela economica e professionale dei lavoratori. Consulcesi & Partners offre una consulenza legale mirata, supportando medici, infermieri e strutture sanitarie nella valutazione dei diritti maturati e nella gestione di eventuali contestazioni. Scegliere un supporto specialistico consente di operare con maggiore sicurezza, tutelando la propria posizione professionale e garantendo il pieno riconoscimento dei diritti connessi all’attività lavorativa.





