Molti professionisti sanitari accumulano debiti non per cattiva gestione, ma per problemi di liquidità legati a ritardi nei pagamenti pubblici, costi fissi elevati, personale e investimenti tecnologici. In questo scenario, la rottamazione Quinquies può sembrare una soluzione rapida perché elimina sanzioni e interessi e consente la rateizzazione. Tuttavia, non riduce il capitale e riguarda solo i debiti già iscritti a ruolo, lasciando invariati IVA corrente, contributi, fornitori e banche. Il beneficio reale, quindi, spesso incide solo marginalmente sul totale dell’esposizione, senza cambiare la stabilità finanziaria.
Un approccio più efficace è guardare all’intero debito e non al singolo sconto. Strumenti come la composizione negoziata permettono di riorganizzare globalmente la posizione, trattando con tutti i creditori e riducendo anche il capitale, con percentuali di abbattimento più consistenti e una pianificazione sostenibile nel tempo. Questo aiuta a proteggere continuità operativa, posti di lavoro e qualità dell’assistenza.
Nei casi più gravi, gli accordi di ristrutturazione consentono interventi ancora più incisivi, con tagli significativi dell’esposizione complessiva. Per strutture complesse, serve una strategia sistemica: soluzioni parziali danno solo respiro temporaneo, mentre una revisione completa può davvero rimettere in equilibrio l’attività.






