La digitalizzazione della sanità rende facile consultare referti medici online tramite portali ospedalieri, fascicolo sanitario elettronico o sistemi digitali sicuri. La diffusione dei dati sanitari è però strettamente regolamentata: diagnosi, esami di laboratorio e cartelle cliniche rientrano tra i dati particolari e devono essere protetti secondo il GDPR.
La pubblicazione è consentita solo su piattaforme sicure, con accesso limitato al paziente o a soggetti autorizzati; diffondere referti a un pubblico indeterminato costituisce violazione della privacy. Anche piccoli errori, come invii via email al destinatario sbagliato, possono comportare sanzioni.
È essenziale adottare misure tecniche e organizzative, fornire informative chiare e garantire la tracciabilità degli accessi. Il Garante Privacy stabilisce linee guida precise, inclusi sistemi di autenticazione forte e gestione dei data breach.
Le strutture devono permettere la consultazione dei referti online senza compromettere la riservatezza dei dati. Errori nei sistemi digitali hanno portato a casi concreti di sanzioni, confermando l’importanza della sicurezza informatica e della formazione del personale.
In sintesi, tecnologia e tutela della privacy devono procedere insieme per proteggere i dati sensibili dei pazienti.






