Per anni il divieto di monetizzare le ferie non godute è stato utilizzato dalla Pubblica Amministrazione per respingere le richieste di rimborso dei dipendenti. Oggi, però, questo orientamento è stato messo in discussione dalla giurisprudenza europea e italiana, che riconosce il diritto all’indennizzo quando il lavoratore non ha potuto usufruire delle ferie per esigenze di servizio. Secondo il team legale di Consulcesi & Partners, le amministrazioni non possono limitarsi a richiamare la spending review, ma devono dimostrare di aver consentito concretamente al dipendente di andare in ferie. Nel 2026 si contano già oltre 1.600 sentenze favorevoli ai lavoratori pubblici, con un tasso di accoglimento superiore al 98% e milioni di euro già liquidati. I casi più rilevanti riguardano il comparto sanitario, dove i rimborsi possono superare i 50-60 mila euro. Il messaggio degli esperti è chiaro: chi va in pensione, cambia amministrazione o lascia il servizio non deve considerare il diniego dell’ente come definitivo, ma verificare la propria posizione perché le ferie non godute possono trasformarsi in un diritto economicamente esigibile.
PA, Ferie non Godute. Legali C&P ribaltano diniego aziende: cade il muro della spending review
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