Le dimissioni volontarie fanno perdere il diritto alla monetizzazione?
dimissioni volontarie

Nel settore sanitario esiste un problema diffuso e poco discusso: molti professionisti non conoscono davvero i propri diritti, soprattutto quando questi hanno un rilevante valore economico. A differenza di altri comparti del pubblico impiego, medici e sanitari spesso gestiscono con scarsa consapevolezza ferie, indennità e tutele, ritrovandosi penalizzati proprio nei momenti decisivi della carriera, come quello delle dimissioni.

Un caso emblematico riguarda le ferie non godute. Per anni si è diffusa l’idea (errata) che le dimissioni volontarie comportino la perdita automatica dei giorni di ferie maturati. La giurisprudenza più recente, invece, ha chiarito che non è affatto così. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla monetizzazione delle ferie resta integro, salvo che l’Azienda dimostri di aver messo concretamente il lavoratore nelle condizioni di fruirne, avvisandolo in modo chiaro e tempestivo delle conseguenze della mancata fruizione.

Questi principi sono stati ribaditi anche dai tribunali di merito, con sentenze che hanno riconosciuto risarcimenti significativi a dirigenti medici dimissionari, comprensivi di interessi e spese legali. Un segnale chiaro: l’onere della prova grava sull’Azienda, non sul lavoratore.

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