Quota 100 e redditi da lavoro: la Cassazione limita la restituzione della pensione
pensioni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26864 del 14 ottobre 2026, ha modificato il precedente orientamento sul divieto di cumulo tra pensione Quota 100 e redditi da lavoro. La violazione non comporta più automaticamente la perdita dell’intera annualità pensionistica, ma una riduzione del trattamento pari al reddito da lavoro incompatibile percepito.

La decisione riguarda il caso di un pensionato a cui l’Inps aveva chiesto la restituzione dei ratei del 2020 per un’attività lavorativa qualificata dai giudici come collaborazione coordinata e continuativa, anziché lavoro autonomo occasionale. La normativa consente infatti soltanto quest’ultima tipologia di attività, entro il limite di 5.000 euro lordi annui.

Superando l’orientamento espresso nel 2024, la Cassazione ha chiarito che la legge non prevede esplicitamente la perdita integrale della pensione per l’intero anno solare. Una conseguenza simile sarebbe sproporzionata rispetto al reddito effettivamente guadagnato e contraria ai principi di ragionevolezza e adeguatezza della tutela previdenziale.

La pronuncia può aiutare i pensionati coinvolti in contenziosi ancora aperti a contestare richieste restitutorie eccessive, senza riaprire automaticamente i giudizi definitivi.

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