La legge 5 ottobre 2026, n. 174 (di conversione del D.L. 144/2026) segna una vittoria storica per i lavoratori della Sanità pubblica: è stato finalmente eliminato il divieto assoluto di monetizzazione delle ferie non godute.
Per anni, medici, infermieri e operatori sanitari hanno accumulato ferie arretrate a causa delle gravi carenze di organico, perdendole al momento della cessazione del rapporto di lavoro (per pensionamento o dimissioni) senza alcun indennizzo economico. Ora, la nuova normativa stabilisce che il lavoratore ha diritto a ricevere l’indennità sostitutiva per le ferie pregresse non godute.
La novità più dirompente riguarda l’onere della prova: spetta ora all’Azienda Sanitaria (e non al dipendente) dimostrare di aver messo il lavoratore nelle condizioni organizzative per fruire delle ferie, di averlo formalmente invitato a farlo e avvisato della potenziale perdita. Un’impresa spesso impossibile per le attuali strutture del SSN.
Questa riforma rappresenta un’ottima notizia anche per chi ha contenziosi aperti per il passato, rafforzandone nettamente le ragioni giuridiche. Se hai cessato il tuo incarico o stai per farlo, è il momento di agire per recuperare importi rilevanti affidandoti agli esperti di Consulcesi & Partners prima che scatti la prescrizione.






