Rette RSA e patologie neurologiche gravi: cosa stabilisce la giurisprudenza

Chi deve sostenere i costi della retta RSA quando il paziente è affetto da una grave patologia neurologica? La questione ha generato negli anni un ampio contenzioso tra famiglie, strutture e Servizio sanitario nazionale. La giurisprudenza più recente della Cassazione ha rafforzato il principio secondo cui, in presenza di prestazioni sanitarie e assistenziali inscindibilmente integrate, gli oneri possono ricadere sul SSN. Non conta quindi soltanto la tipologia della struttura, ma soprattutto le condizioni concrete del paziente, lo stadio della malattia e la necessità di cure continuative. Le ordinanze della Cassazione di maggio 2026 hanno confermato questo orientamento anche per casi di stato vegetativo permanente, grave encefalopatia e Alzheimer avanzato. La Corte ha inoltre chiarito che l’assenza di un piano terapeutico formalmente redatto non esclude automaticamente la copertura sanitaria. Resta però fondamentale distinguere la semplice non autosufficienza dalle situazioni caratterizzate da una forte integrazione tra assistenza e trattamento sanitario. In determinate circostanze, l’accertamento della natura sanitaria delle prestazioni può comportare anche la nullità della clausola contrattuale che pone la spesa a carico della famiglia e la restituzione delle somme versate.

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