Una vera e propria valanga di sentenze sulle ferie non godute si sta abbattendo sui conti della Pa, con numeri che nel primo semestre del 2026 sono quadruplicati rispetto allo scorso anno. I tribunali hanno emesso quasi 2.200 pronunce contro le 600 del 2025 segnando un balzo del 266%. Questo è quanto emerge dall`analisi del network Consulcesi & Partners, secondo la quale il tasso di successo per i lavoratori sfiora il 98% confermando un orientamento dei giudici ormai quasi impossibile da scalfire per lo Stato. La vertenza coinvolge tutti i dipendenti della Pa che hanno cessato il servizio negli ultimi dieci anni. L`impatto economico complessivo è balzato da 3 a 14,5 milioni di euro in soli sei mesi. Il fenomeno non è sfuggito alla Corte dei conti che, davanti a questa emorragia di risorse, ha deciso di intervenire inserendo la gestione delle ferie tra i punti critici da monitorare con priorità nei bilanci degli enti sanitari. Le amministrazioni devono ora dare conto con precisione delle ferie residue che superano i 18 mesi e dimostrare di aver adottato misure concrete per contenere il fenomeno.
Ferie negate, raffica di sentenze
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