Il Tribunale di Castrovillari ha condannato una Rsa a restituire quasi 50 mila euro agli eredi di una paziente affetta da Alzheimer, dichiarando nullo il contratto di ospitalità sottoscritto all’ingresso in struttura. Secondo l’analisi del network legale Consulcesi & Partners (C&P), la decisione “introduce un elemento di particolare rilievo: il contratto privatistico firmato dai familiari non è sufficiente a giustificare l’addebito delle rette se, fin dall’origine, il paziente necessitava di prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria, comprese nei Lea”. La vicenda riguardava una paziente ricoverata nel 2019. Sebbene la presa in carico da parte della Asp fosse intervenuta solo successivamente, il Tribunale, prosegue la nota, “ha ritenuto che le condizioni cliniche imponessero già dall’ingresso un percorso terapeutico integrato, dichiarando quindi nulla la pretesa economica anche per il periodo precedente all’autorizzazione sanitaria.
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