Ferie arretrate con dimissioni: cosa succede davvero
Quando vengono pagate le ferie non godute

Nel pubblico impiego, molti professionisti sanitari che scelgono di dimettersi si chiedono che fine facciano le ferie non godute. Le informazioni fornite dalle amministrazioni sono spesso confuse o incomplete, ma la giurisprudenza recente della Corte di Cassazione ha chiarito un punto centrale: l’indennità sostitutiva per ferie maturate e non fruite è generalmente dovuta, anche in caso di dimissioni.

Il diritto può andare perso solo se il datore di lavoro dimostra di aver invitato formalmente il dipendente a usufruire delle ferie, avvisandolo che, in caso contrario, sarebbero decadute. Le dimissioni volontarie, da sole, non equivalgono a una rinuncia automatica.

Inoltre, eventuali moduli aziendali con clausole di rinuncia preventiva possono essere impugnati, poiché il diritto alle ferie è tutelato da norme nazionali ed europee ed è considerato irrinunciabile.

Per tutelarsi, è consigliabile formalizzare le dimissioni per iscritto, richiedendo espressamente la fruizione o la monetizzazione delle ferie residue.

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