Famiglie sollevate dalle rette RSA: nuova sentenza a favore dei pazienti fragili
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La Corte di Appello di Firenze torna a pronunciarsi sul tema delle rette RSA e rafforza la tutela economica delle famiglie dei pazienti affetti da gravi patologie neurodegenerative. Con la sentenza n. 375/2026, i giudici hanno confermato la nullità del contratto sottoscritto tra i congiunti di un malato di Alzheimer e una struttura residenziale che richiedeva il pagamento delle rette di degenza.

Il caso nasce dall’opposizione dei familiari a un decreto ingiuntivo ottenuto dalla RSA per il recupero delle somme dovute. Secondo la struttura, una parte dei costi avrebbe dovuto restare a carico dell’ospite in base alla normativa regionale. La Corte, però, ha richiamato l’orientamento consolidato della Cassazione, ribadendo che quando le prestazioni assistenziali sono strettamente integrate e inscindibili da quelle sanitarie, l’intero trattamento deve essere considerato sanitario e quindi gratuito.

Nel caso esaminato, le condizioni cliniche del paziente richiedevano un piano terapeutico continuativo e un costante monitoraggio medico, elementi che rendono impossibile separare assistenza e cura. Di conseguenza, ogni onere economico grava sul Servizio sanitario pubblico e gli accordi privati che prevedono pagamenti aggiuntivi risultano invalidi.

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