Straordinari, lavoro notturno e festivo: cosa stabilisce la Legge di Bilancio?
legge di bilancio

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) interviene con decisione sul comparto sanità, cercando di arginare la “fuga dai reparti” e di rendere meno amaro il carico di lavoro di medici, infermieri e personale sanitario. La manovra riconosce che chi opera in corsia non può essere tassato allo stesso modo di chi svolge orari d’ufficio standard, introducendo una detassazione strutturale al 15% sulle prestazioni aggiuntive e sulle indennità di specificità.

In questo approfondimento analizzeremo come cambia la busta paga per chi affronta le notti e i festivi, focalizzandoci sulla flat tax per gli straordinari volti all’abbattimento delle liste d’attesa, sui nuovi massimali di reddito per accedere ai benefici, sulle indennità di specificità infermieristica e medica e, infine, sulle modalità operative per vedere questi aumenti accreditati correttamente sul cedolino.

La Flat Tax al 15% sulle prestazioni aggiuntive

Per i professionisti sanitari, il concetto di “straordinario” coincide spesso con le cosiddette prestazioni aggiuntive, ore extra richieste dalle direzioni sanitarie per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e ridurre le infinite liste d’attesa. La Legge di Bilancio 2026 stabilisce che i compensi erogati per queste attività siano soggetti a un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 15%. In precedenza, queste ore venivano spesso tassate con l’aliquota marginale (fino al 43% per i medici), rendendo poco conveniente per il professionista accettare turni extra.

Questa misura mira incentivare la copertura di turni scoperti e premiando economicamente chi decide di dedicare tempo extra al Sistema Sanitario Nazionale, garantendo che il sacrificio di un sabato notte in pronto soccorso non venga vanificato da un prelievo fiscale eccessivo.

Detassazione delle indennità di turno, notturno e festivo

Oltre alle ore extra, la Manovra 2026 interviene sulle indennità legate al disagio lavorativo quotidiano. Le somme corrisposte per il lavoro notturno, festivo e per le indennità di turno godono ora della medesima tassazione agevolata al 15%. Per un infermiere o un OSS che copre sistematicamente i turni “H24”, questo significa che la maggiorazione per la notte o per la domenica non viene più cumulata al reddito ordinario per il calcolo degli scaglioni IRPEF, ma viene isolata e tassata in misura fissa.

Requisiti reddituali e platea dei beneficiari

Non tutti i professionisti possono accedere indistintamente a questi benefici, sebbene la soglia sia stata tarata per includere la stragrande maggioranza del personale. L’agevolazione è rivolta a chi, nell’anno precedente (2025), ha percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro per quanto riguarda la flat tax generica sulle indennità.

Tuttavia, per le prestazioni aggiuntive mirate all’abbattimento delle liste d’attesa, la normativa 2026 prevede maglie più larghe, estendendo la tassazione al 15% anche a chi supera tale soglia, purché le ore siano certificate all’interno dei piani regionali di recupero sanitario. È importante distinguere tra dipendenti del SSN e quelli della sanità privata accreditata: la norma copre entrambi i settori, ma con procedure di rendicontazione differenti, richiedendo che le aziende sanitarie comunichino correttamente all’Agenzia delle Entrate i compensi legati all’emergenza-urgenza e alla produttività aggiuntiva.

Impatto sul burnout e procedure amministrative

L’obiettivo di fondo della Manovra non è solo economico, ma anche gestionale: tentare di ridurre il burnout offrendo un incentivo economico che giustifichi, almeno in parte, l’usura psicofisica. Operativamente, l’applicazione della detassazione avviene direttamente tramite il sostituto d’imposta (l’ASL o la Clinica). Tuttavia, il professionista che ha rapporti di lavoro multipli (ad esempio in libera professione o con contratti a gettone nel passato) deve prestare attenzione all’autocertificazione dei redditi 2025 per evitare sgradevoli conguagli.

È inoltre fondamentale monitorare il tetto massimo di detassazione fissato a 1.500 euro annui per le indennità accessorie, mentre per le prestazioni aggiuntive volte alle liste d’attesa i massimali sono definiti dai singoli accordi integrativi regionali. Un monitoraggio attento del proprio cedolino attraverso i portali aziendali (come NoiPA per il pubblico) diventa quindi essenziale per verificare che la “voce 15%” sia applicata correttamente a ogni ora di sacrificio prestata.

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