L’accesso a Medicina per l’anno accademico 2025/2026 ha subito una trasformazione storica con l’introduzione del cosiddetto “semestre filtro“. Il nuovo modello prevede un’iscrizione iniziale libera, trasformando i primi mesi universitari in una vera e propria prova sul campo: gli studenti devono superare esami comuni e caratterizzanti per poter accedere alla graduatoria nazionale. Solo chi ottiene i crediti formativi (CFU) necessari e una media voti competitiva può proseguire al secondo semestre. Questa riforma punta a premiare il merito accademico e la vocazione reale, superando la logica della “lotteria” dei test istantanei, ma ha generato forti pressioni logistiche sulle università per l’accoglienza della massa iniziale di aspiranti medici.
Le nuove tensioni legali e le ragioni dei ricorsi
Nonostante il cambio di sistema, il fronte dei ricorsi rimane caldissimo, spostandosi dalle irregolarità dei quiz alle discrepanze procedurali degli esami universitari. Gli studi legali contestano soprattutto il decreto ministeriale correttivo che ha modificato i criteri di idoneità in corso d’opera, ammettendo in graduatoria anche chi non aveva completato tutti gli esami previsti, ledendo così il principio del legittimo affidamento.
Restano inoltre criticità sulla trasparenza delle prove svolte nei diversi atenei e sulla saturazione delle infrastrutture, che avrebbe compromesso la qualità dello studio nel primo semestre. Molti candidati denunciano come il numero chiuso, seppur posticipato, continui a scontrarsi con il diritto costituzionale all’istruzione e con il persistente fabbisogno di personale sanitario nel Sistema Sanitario Nazionale.
La battaglia di Consulcesi: il ricorso per l’ammissione in sovrannumero
L’avvocato Marco Tortorella, legale di riferimento per Consulcesi & Partners, ha preannunciato una massiccia azione legale davanti al TAR mirata a ottenere l’ammissione in sovrannumero per migliaia di studenti esclusi. La tesi centrale di Tortorella si basa sulla natura “fallace” dell’attuale sistema di selezione (legato al cosiddetto semestre filtro e alle recenti riforme), considerato incapace di premiare il reale merito accademico. Il legale contesta in particolare vizi di illegittimità nelle procedure di valutazione, sostenendo che molti candidati idonei siano rimasti fuori solo a causa di un meccanismo di calcolo dei punteggi poco trasparente.
L’obiettivo del ricorso è permettere a chi ha dimostrato competenze adeguate di iscriversi con riserva, aggirando un imbuto formativo che, secondo Tortorella, danneggia non solo il diritto allo studio ma la stessa tenuta del Sistema Sanitario Nazionale..






